COME RECUPERARE I CANONI DI AFFITTO NON PAGATI: IL DECRETO INGIUNTIVO A SEGUITO DI CONVALIDA DI SFRATTO

Gen 20 2020

Quando l’inquilino non paga l’affitto il proprietario ha due esigenze principali:

  1. recuperare la disponibilità dell’immobile occupato dall’inquilino moroso in modo da poterne disporre quanto prima per poterlo riaffittare o vendere
  2. recuperare i canoni dell’affitto non pagato. Come si fa quindi a recuperare i canoni rimasti insoluti?

Il procedimento di sfratto consente al proprietario di chiedere al Giudice, unitamente alla convalida dello sfratto, anche l’emissione di un decreto ingiuntivo per il pagamento dei canoni fino al momento del rilascio, quindi di ottenere un titolo esecutivo anche il recupero dei canoni di affitto futuri (rispetto alla data dell’udienza di sfratto) che matureranno sino all’esecuzione dello sfratto.

Il decreto ingiuntivo a seguito di convalida di sfratto permette quindi di recuperare:

  • i canoni (e gli oneri accessori) già scaduti
  • i canoni (e gli oneri accessori) che scadranno fino all’esecuzione dello sfratto
  • gli interessi
  • le spese legali e processuali

Il decreto ingiuntivo a seguito di convalida di sfratto ha quindi un vantaggio notevole rispetto al decreto ingiuntivo ordinario che può sempre essere ottenuto al di fuori del procedimento di sfratto ma può “coprire” solo i canoni già scaduti e non i canoni futuri.

Il decreto ingiuntivo così ottenuto ha la “durata” di dieci anni (il termine di prescrizione ordinario). Ciò significa che, in caso di mancato pagamento spontaneo, il proprietario può agire in via esecutiva nei confronti dell’inquilino nel termine di dieci anni, termine che può essere ulteriormente prorogato, notificando un atto interruttivo della prescrizione.

E come si possono recuperare le somme indicate nel decreto ingiuntivo se l’inquilino/debitore non paga spontaneamente?

In tal caso il proprietario potrà procedere con un pignoramento mobiliare, immobiliare o presso terzi.

Il pignoramento sicuramente più efficace in termini di tempi e costi è indubbiamente il pignoramento presso terzi di un quinto dello stipendio (o della pensione) e/o del conto corrente.

Quindi, è fondamentale per il proprietario, prima di concedere in affitto il proprio immobile, verificare che il futuro inquilino abbia un rapporto di lavoro con una regolare retribuzione, in modo che possa procedere con il pignoramento di un quinto dello stipendio in caso di mancato pagamento del canone di affitto.

Se il tuo inquilino non paga l’affitto, contattaci senza impegno. Troveremo la soluzione più adatta alle tue esigenze e ti forniremo un preventivo dei costi gratuito e senza alcun impegno.

Avv. Silvia Comelli

 

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